Nicoletta Cerasomma Ph 

I FIGLI DELLA MONTAGNA D’ARGENTO


Storia di uomini che vivono la loro breve vita sottoterra, all’interno della miniera più famosa del Sud America: El Cerro Rico, Potosì, Bolivia. Ottobre 2016.
Il buio fa meno paura se ce lo hai dentro. Lo respiri, è nei polmoni. È nel riflesso dei nostri occhi ormai ciechi.


Anche la luce crea un'ombra.
Quella che ci guida è una torcia in un inferno freddo, fatto delle sole rocce che ogni giorno assorbono le nostre anime, il nostro sudore.
Il giorno segue la notte e questa il giorno. Noi non seguiamo niente.
Il nostro sguardo non vede le stelle, non vede neppure il sole.
Passano le ore e sono vuote.
Il loro eco risuona goccia per goccia nelle gallerie, fra i nostri colpi di tosse.
Ci osserviamo sporchi di polvere. Visi scavati come la roccia.
Ci osserviamo e ci chiediamo se là fuori ci riconosceremmo, se andremmo a cena insieme, se ci saluteremmo incontrandoci per strada.
Già là fuori: prima o poi ci troviamo tutti, fuori di qui.
Un anno segue l' altro fino all'ultimo saluto a quel povero diavolo che sputava in terra ogni giorno accanto a te.
La polvere ci porta tutti via, prima o poi.
EL TIO lo sa: ci guarda beffardo, tra bottiglie di alcool e foglie di coca. Brindiamo alla vita, Brindiamo a noi.
Gli angoli della bocca si piegano in un sorriso triste.
Siamo ombre. Fantasmi con un cuore che batte.

 

 

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