Nicoletta Cerasomma Ph 

IL GIARDINO DEI VIAGGI SUSSURRATI

 

Il bosco, la spiaggia, il paesaggio urbano sono luoghi non luoghi, presenti eppure altri, resi reali, o meglio spinti quasi limite dell'irrealtà, dalla forza del ricordo della protagonista. Lei é effige più che corpo, icona imprestata alla messa in scena del suo stesso immaginario: é essa stessa oggetto del suo teatro dei ricordi.

La luce, gli oggetti scelti per la rappresentazione, incarnano il suo universo interiore; un campionario di emozioni che si oggettiva ed emerge con la concretezza di colori e forme. Un cosmo bloccato, cristallizzato, assurto a simbolo.

La storia é quella di un amore finito.

Entriamo in un bosco bagnato di luce chiara, che é insieme prossimo e atemporale, vicino e distante ed é la stessa protagonista ad accompagnarci nel viaggio onirico del suo vissuto. Valigia in mano, di spalle, ci  invita ad osservare il suo amore non più corrisposto, l'ineluttabilità degli eventi, le sensazioni provate di vuoto e rifiuto. Appare accostata ai simboli della dissoluzione del legame, della fragilità delle promesse, della speranza tradita. É macchina evocatrice che richiama lo spazio della propria personale temporalità, un luogo segreto, abitato da ricordi, desideri, pulsioni, stati d'animo.

Si presenta, donna fiorita, soggetto amante, in opposizione all'amato, scoperto nel volto e nell'evidenza della sua nuova aridità. Lotta, caparbia, a trattenere  qualcuno che é deciso ad andare e a portarle via qualcosa, forse tutto. Scopre e abita i sentimenti della distanza, della privazione, della solitudine, della malinconia; rivive un sogno esotico di felicità vissuta o solo immaginata, forse sperata. É, infine, protagonista agita, spettatrice impotente di eventi che si compiono al di fuori della sua volontà. Sarà, in definitiva  donna che, nonostante tutto, trionfa revanscisticamente su se stessa. Anche nella circostanza più estrema di prostrazione, di negazione della sua identità, quando l'abbandono sembra il più reale degli eventi narrati, non avrà mai rinunciato a se stessa essendosi invece riaffermata in ogni scatto, con una forza che é promessa vitale e prefigurazione di una vicina  vittoria.

 

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